La “Big Boy” della trazione elettrica, il Mastodonte delle Ferrovie Federali Svizzere. Una macchina reale ed un modello di enormi dimensioni, per colmare una lacuna importante nelle collezioni in scala 1.
Il Modello
Realizzato in serie limitatissima da maestri artigiani di grandissima esperienza, il modello è realizzato esclusivamente in ottone ed acciaio.
Nel più totale rispetto delle tecniche produttive in uso per le più prestigiose produzioni di super modelli in ottone sono state adottate scelte innovative che potrebbero fare scuola.
Il modello viene proposto in tre differenti varianti: »
Questo locomotore, che in scala 1 nessuno aveva mai avuto il coraggio di riprodurre per la complessità ed il costo del progetto, ha richiesto la realizzazione di un decoder speciale. Esu ha quindi progettato per la nostra Ae 8/14 il loro attuale più potente decoder.
Lo stesso decoder gestisce la gamma completa dei suoni di questa macchina esaltandone il funzionamento.
Anche i pantografi, perfettamente riprodotti, sono comandati attraverso il sistema digitale; un meccanismo praticamente invisibile governa infatti l’innalzamento e l’abbassamento di ogni singolo pantografo in totale autonomia dagli altri.
Il modello definitivo sarà dotato di caratteristiche che oggi non sveliamo ancora, vi anticipiamo solo che sarà, crediamo, il primo ad avere un connettore USB per … Provate ad immaginare voi a cosa servirà.
Voce |
Dati tecnici |
|---|---|
Scala: |
1:32 |
Lunghezza: |
1.065 mm |
Peso: |
10,5 Kg |
Raggio minimo: |
2.200 mm |
Profilo ruote: |
Fine-Scale |
Motorizzazione: |
8 motori elettrici Maxon, A-max Ø26 mm. (potenza installata: 8x11 Watt) |
Sistema di controllo: |
2 decoder ad alta potenza ESU LokSound realizzati appositamente su specifiche Proto Models; funzionamento analogico e digitale multi-protocollo (DCC, Motorola); effetti sonori campionati sul rotabile reale. |
Illuminazione: |
Esclusivamente lampadine ad incandescenza; comando indipendente dell’illuminazione dei fanali, delle cabine di guida e delle cabine delle apparecchiature ad alta tensione. |
Pantografi: |
Operativi mediante sistema servo-assistito di richiamo in posizione abbassata, ognuno con comando indipendente. |
Connessioni: |
USB. |
Articolo / Versione Modello |
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|---|---|---|
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032.11.0001.01.2 |
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Ae 8/14 11801 - Stato d’origine, 1931, quattro pantografi, livrea verde scuro. Ep. II |
19.360,00 € ![]() Tax Free 16.000,00 € ![]() |
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80% |
Scheda modello » | |
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032.11.0001.02.3 |
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Ae 8/14 11801 - 1960 circa, due pantografi, livrea verde chiaro. Ep. III |
19.360,00 € ![]() Tax Free 16.000,00 € ![]() |
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80% |
Scheda modello » | |
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032.11.0001.03.5 |
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Ae 8/14 11801 - Stato attuale, tre pantografi, livrea verde scuro. Ep. V |
19.360,00 € ![]() Tax Free 16.000,00 € ![]() |
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80% |
Scheda modello » | |
Storia
Alla fine degli anni ‘20 del secolo scorso, le Ferrovie Federali Svizzere effettuarono una serie studi nell’ottica di migliorare il servizio sulla famosa linea del San Gottardo, ed in generale sulla tratta da Lucerna a Chiasso.
Si constatò che l’eventuale lavoro di equipaggiamento per il comando multiplo dei locomotori Ae 4/7, all’epoca in uso, sarebbe stato molto difficile ed oneroso. Veniva considerato altresì poco pratico separare le coppie di locomotori al termine delle tratte di montagna.
Ulteriori prove confermarono che tali manovre non producevano economie significative; di conseguenza, le coppie di locomotori sarebbero potute rimanere permanentemente accoppiate per l’intera tratta.
Queste considerazioni sono all’origine della sperimentazione dei locomotori doppi di tipo Ae 8/14, che nelle intenzioni dei tecnici ferroviari dell’epoca, avrebbero evitato le complicazioni legate al funzionamento degli apparati per il comando multiplo, permettendo nel contempo di ottenere altri sostanziali vantaggi, quali l’eliminazione di due cabine di guida e dei relativi costosi e pesanti apparati.
Nel febbraio del 1929, venne indetta una gara d’appalto, e nel mese di maggio dello stesso anno furono presentate venti diverse proposte.
Le macchine, la cui velocità massima prevista era di 100 Km/h, dovevano essere in grado di trainare, su rampe costanti del 27‰, treni passeggeri espressi da 600 tonnellate alla velocità di 62 Km/h o treni merci da 750 tonnellate a 50 Km/h.
Vennero selezionati due progetti, e fu decisa la realizzazione dei relativi prototipi.
Il progetto n°5 della SLM (Schweizerische Lokomotiv- und Maschinenfabrik) di Winterthur, che prevedeva l’uso della trasmissione ad ingranaggi “Universal”, diede origine alle unità 11851 ed 11852.
Il locomotore 11801, oggetto della nostra riproduzione, deriva invece dal progetto n°6, presentato dalla BBC (Brown, Boveri & Cie.), e prevedeva l’adozione del noto sistema di trasmissione Buchli, già in uso sulle Ae 3/6¹ e sulle Ae 4/7 e su varie macchine destinate all’esportazione.
Entrato in servizio nel dicembre del 1931 ed inizialmente destinato al deposito di Erstfeld, presso il quale ritornò poi definitivamente, il locomotore 11801 venne per un breve periodo assegnato al deposito di Bellinzona, per essere usato sulle rampe del Monte Ceneri, tra Bellinzona e Rivera.
Fin da subito intensamente utilizzato per il pesante traffico merci sulle impegnative rampe del San Gottardo, si fece carico per diversi anni, anche di prestigiosi treni espressi tra Lucerna e Chiasso.
Gli ultimi servizi attivi risalgono al 1976, mentre nel maggio 1977 il locomotore venne definitivamente ritirato dal servizio. Dichiarato ufficialmente rotabile storico nel 1981, quando aveva già percorso oltre 5.800.000 Km., l’11801 è oggi amorevolmente tenuto in efficienza dallo staff del deposito di Erstfeld.
L’esperienza maturata attraverso l’utilizzo dei prototipi Ae 8/14 nonché il perfezionamento degli equipaggiamenti per il comando multiplo resero presto obsoleto il progetto, e non si giunse mai alla produzione in serie di queste macchine mastodontiche.
Per la sua incredibile potenza, l’Ae 8/14 11801 rimase per diversi anni il locomotore elettrico più potente al mondo, mentre per la sua massa di 246 tonnellate è a tutt’oggi il più pesante locomotore mai appartenuto alle Ferrovie Federali Svizzere.
Per questi motivi, ci piace immaginarlo come il “Big Boy” delle Ferrovie Federali Svizzere.

